Un minimo di conoscenze per iniziare e appassionarsi alle piante in vaso.
Il vaso è da sempre riconosciuto come un elemento importante della stanza (soggiorno, cucina o ufficio), perché consente di avere un contenitore nel quale alloggiare la pianta.
Soffermandosi sulla dimensione dei vasi, occorre sottolineare che ve ne sono presenti di ogni grandezza, perché ogni pianta ha la necessità di essere collocata all’interno di uno spazio adeguato al suo sviluppo. Nel momento in cui si acquista è piccola, ma bisogna considerare che nel corso del tempo crescerà, quindi se si sceglie di acquistare un vaso piuttosto piccolo, successivamente bisognerà travasare la pianta in uno più grande. Per il benessere della pianta, è fondamentale che sia le radici sia la chioma abbiano uno spazio sufficiente per potersi sviluppare. Per tale ragione il vaso, se non è adatto, potrebbe essere sottoposto a una pressione tale che lo porterebbe alla rottura o alla crescita stentata della pianta.
Teniamo anche in considerzione l’angolo o la parete dedicata alla pianta in interno, quando questa sarà cresciuta potrebbe diventare ingombrante, quindi è opportuno scegliere bene il tipo di essenza.
Attenzione alle abitazioni con riscaldamento a pavimento: le piante non amano caldo alle radici, quindi si consiglia di posizionare il vaso sollevato da terra di almeno 5-6 cm.
Da tenere in considerazione anche la tecnica dell’idrocoltura per le piante da interno, spesso è una soluzione ideale per chi desidera eseguire le manutenzioni e innaffiatura una sola volta al mese (vedi il caso di uffici, centri commerciali, ma anche abitazioni, perchè no). Vedere sezione appositamente dedicata.

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Vale ciò che abbiamo riportato per i vasi.La vegetazione è un elemento molto importante sia fuori che dentro la nostra casa, non solo come componente decorativo ma anche per una serie di contributi di vario genere. Conosciamo bene infatti la capacità che hanno le piante di ossigenare gli ambienti in cui viviamo, inoltre è ormai appurato l’influsso benefico che producono i colori e i profumi di piante e fiori sul nostro umore.Per ospitare questi ornamenti vegetali dalle svariate funzioni vengono oggi realizzati vasi e contenitori estremamente versatili, con materiali innovativi e rispettosi dell’ambiente.I vasi però non sono esclusivamente adibiti a contenere piante, esistono oggetti di raffinata eleganza per completare l’arredamento domestico in grado di trasformare visivamente gli ambienti in cui vengono posizionati, realizzando scenari in cui sia veramente gradevole abitare.In caso di ambienti di grandi di mensioni e pareti disponibili a installazioni importanti, si possono realizzare delle fioriere di importanti dimensioni, quindi dimensioni maggiori dei soiti vasi. Maggiori dimensioni quindi che non prevedono la possibilità di spostamenti senza rivedere l’arredo della stanza, come invece si avrebbe con un semplice vaso.Per le fioriere di grandi dimensioni e di design dobbiamo ancor più prestare attenzione alle dimensioni della fioriere, a quelle della pianta adulta, alle esigenze di crescita della pianta.

Attenzione alle proporzioni. Spesso dimentichiamo che la pianta e la sua fioriera sono degli accessori di arredo che contribuiscono certamente a creare l’immagine di quella stanza, però ciò dovrebbe avvenire in modo discreto e senza eccessi. Cerchiamo quindi nella scelta della fioriere e della pianta stessa di immaginare a pianta adulta come si presenterà quella parete, quindi il rapporto con quadri, arredi, apertura della finestra, vicinanza a termosifoni, spazio di passaggio, ecc…

Di solito le grosse piante in fioriere di impotanti dimensioni vengono coltivate con la tecnica dell’idrocoltura.

In caso di ambienti di grandi di mensioni e pareti disponibili a installazioni importanti, si possono realizzare delle fioriere di importanti dimensioni, quindi dimensioni maggiori dei soiti vasi o fioriere grandi.
In fase di costruzione o ristrutturazione si può quindi progettare già allora la realizzazione di fioriere strutturali per interni, strutturali perchè fanno parte della struttura di quell’ambiente e non sono quindi removibili, sono costruite in opera.

Incassate nel pavimento o in muretti o in nicchie a muro.

In questi casi tenere conto delle esigenze di impermeabilizzazione, drenaggio per evitare ristagni eccessivi di acqua sul fondo e magari un cavetto elettrico per una illuminazione di effetto con faretti a led direzionali.

 

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In giardino come in casa e sui terrazzi, per ottenere un buon risultato all’arrivo della primavera, bisogna agire d’anticipo. Detto questo, ecco alcuni

consigli preparatori.
Verificato di avere tutto quello che serve per la cura del giardino (o del balcone), per prepararvi alla fioritura?
L’elenco è lungo: guanti, pala, zappa, rastrello, cesoie, innaffiatoio… E poi il terriccio, e il fertilizzante.
Riguardo i vasi. Tra quelli adatti alla coltivazione, ce ne sono di tanti tipi e materiali: di plastica, di coccio, di vetroresina, oppure di altri materiali
da riciclo. I più classici sono quelli di terracotta, che hanno però il difetto di essere pesanti da trasportare. Ma come deve essere fatto il vaso giusto?
Leggete il paragrafo deidcato ai vasi e fioriere per interni e per esterni.
Dal punto di vista tecnico, non deve essere grande, però deve essere forato.
Proporzionato per contenere soltanto la terra strettamente necessaria alla crescita di un seme o piantina
Forato, vale a dire aperto nella parte inferiore, per consentire all’acqua in eccesso di defluire subito.
Sono da evitare i vasi chiusi, dove l’acqua ristagna e può far marcire la nostra pianta, a meno che coltiviata le piante in idrocoltura, vedeer quindi il
paragrafo dedicato.
Riguardo i sottovasi, come regolarsi?
Ovviamnte in casa sono indispensabili (spesso certi vasi hanno integrato il sottovaso nel design dela vaso stesso), mentre per balconi/terrazzi e giardini se
possibile bisognerebbe evitarli soprattutto quando la pianta è giovane e ha radici poco sviluppate, potrebbero marcire le radici e perdereste la pianta, fate
quindi attenzione a ristagni eccessivi di acqua.
All’interno come sul terrazzo se proprio non potete farne a meno (ad esempio se avete un angolo verde in salotto, e avete paura di sporcare), assicuratevi
che contengano sempre poca acqua. Come fare? Prendete i vasi e innaffiateli sopra il lavandino, aspettando finché l’acqua di troppo non sia sgocciolata via.
La terra deve restare sempre leggermente umida, poco sotto la superficie (verificate con la punta del dito).
In caso di sottovasi sui balconi e terrazzi con ristagni d’acqua abbiamo in primavera ed estate il fastidioso problema delle zanzare che depositano le uova
nei ristagni d’acqua, per ovviare al problema depositate dentro il sottovaso delle pastiglie (da acquistare dai rivenditori di hobbistica e fioristi)
antizanzara, oppure qualche pezzettino di rame (non eccedete però perchè il rame rilascia delle sostanze che in eccesso danneggiano la pianta.

 

 

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Idrocoltura: le piante che crescono nell’acqua
E’ un tipo di coltivazione delle piante senza la terra. Le piante non hanno sempre bisogno del terreno per vivere, esse hanno bisogno delle sostanze di nutrimento che loro assorbono con le radici. Assorbono acqua, ossigeno, anidride carbonica, azoto, fosforo, potassio, ferro e sono da sostegno per le piante. Nell’idrocoltura è più facile assorbire gli elementi nutrizionali, in questo sistema di coltura servono:

il portavaso dove viene messo l’idrovaso;
l’indicatore di livello;
il substrato;
la soluzione nutritiva.
L’idrovaso e il portavaso si trovano nei negozi diversi tipi di idrovasi e portavasi, sono formati da un vaso interno (idrovaso) che contiene la pianta e un vaso esterno, portavaso.
Se si desidera fare un raggruppamento di più piante basta mettere tanti idrovasi in un unico portavaso grande.
L’altezza dei vasi va dai 12 ai 18 cm, si consiglia di non usare vasi di metallo, soprattutto il rame, che a contatto con l’acqua rilascia elementi nocivi per le piante.
La plastica è un materiale adatto, comunque per chi ama il rame può rivestire il vaso all’interno con un foglio di polietilene spesso per evitare contaminazioni.
Quando la pianta viene inserita nell’idrovaso si mette dell’argilla espansa per ricoprire le radici e fare da supporto ad essa, poi l’idrovaso viene infilato nel portavaso pieno d’acqua per un terzo della sua altezza e provvisto, alla base, di buchi adatti alle radici della pianta per assorbire l’acqua che va aggiunta quando è scesa al massimo di 1 cm di altezza. Comunque nell’idrovaso c’è un indicatore che regola il flusso dell’acqua. Se si usa una fioriera, deve avere il fondo piano e un’altezza interna dai 19 ai 21 cm, quando sono sistemati i vasi dentro la fioriera si mette l’argilla espansa fino ai bordi dei vasi interni.

L’indicatore di livello è utile per sapere il livello d’acqua dentro il portavaso o nella fioriera. Può essere una scala graduata esterna se il vaso è trasparente o indicatore se i vasi sono opachi o per le fioriere. E’ un tubo con dentro un galleggiante che con un’astina rileva l’altezza dell’acqua, indica il minimo (Min) e il massimo (Max). l’indicatore deve essere tarato in modo da segnare il massimo a un terzo dell’altezza e il minimo quando raggiunge la parte più bassa dell’argilla espansa, se l’idrovaso è sul fondo della fioriera allora il minimo corrisponde al livello dell’acqua dove l’indicatore di livello comincia a galleggiare. In un vaso alto 12 cm e un massimo di 5 cm, l’acqua si aggiunge solo quando il livello è al minimo se si esagera le radici devono respirare.

Per trasformare una pianta che vive in terra in una da idrocoltura per prima cosa si deve togliere la pianta dal vaso con cura per non rovinare le radici, si mette in un contenitore con acqua tiepida per una notte, si sciacquano le radici per eliminare la terra, si bagna l’argilla espansa e si mette la pianta e l’argilla nell’idrovaso, ora tutto va messo nel portavaso e si aggiunge la soluzione nutritiva e l’acqua.

Il substrato serve a dare sostegno alla pianta, viene utilizzata l’argilla espansa che è la più adatta rispetto al pomice, alla sabbia o ad altri. E’ porosa, lascia passare l’acqua e l’aria, sostiene al meglio la pianta e non subisce cambiamenti o si decompone. L’acqua salendo verso i capillari dà la giusta umidità. L’argilla espansa si può acquistare dai floricoltori specializzati, deve avere uno spessore da 0,5 a 2 cm e si deve lavare prima di usarla. Se si vuole controllare la porosità dell’argilla basta introdurla in un tubo di vetro alto e stretto e mettere un po’ d’acqua sul fondo, dopo 24 ore l’acqua dovrebbe salire di 10 cm, se ciò avviene è buona.

La soluzione nutritiva è del tutto diversa dalla coltivazione sulla terra, per questo i concimi devono essere diversi; le soluzioni nutritive adatte sono: Lewatit HD5 della Bayer, Idroponica dell’EniChem, ecc. Questa soluzione viene aggiunta, seguendo le istruzioni indicate sulle confezioni. Si fa un buco nell’argilla espansa al centro del contenitore e poi si versa l’acqua sulla soluzione in modo tale da agevolare l’assorbimento.

Le piante adatte per l’idrocoltura provengono da serre, piante ricavate da talee radicate in acqua o piante dimorate nella terra. Le più idonee sono le piante di serra dove si utilizza l’idrocoltura. Comunque si può cambiare una pianta normale di terra in una in acqua, basta seguire con attenzione alcune procedure: si devono prendere solo piante giovani con radici sottili, si toglie dal vaso e si immerge in acqua tiepida per una notte; il giorno dopo si lavano bene le radici dalla terra e si mette nell’idrovaso con l’argilla espansa lavata con cura. Infine si inserisce nel portavaso con la soluzione nutritiva e l’acqua per un terzo dell’altezza del vaso.

 

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Come e quando innaffiare le piante
La crescita delle piante è un fattore legato all’acqua usata per annaffiarle, se non è sufficiente la pianta si secca. Stabilire ogni quanto tempo si deve irrigare non è facile, basta introdurre l’indice della mano nel terreno fino a 3 o 4 cm e sentire se è umido, può ancora aspettare, se è secco, si deve annaffiare.

Questo sistema non è valido però per tutte le piante perché quelle che hanno vasi grandi e le piante molto umide, hanno necessità diverse.

Le piante grasse non amano l’umidità alta, il filodendro, il potos non vuole acqua stagnante ma sopportano l’umidità. Allora, per risolvere il problema, basta acquistare dei misuratori di umidità che a volte sono anche di intensità luminosa, che ci informano sul grado di umidità del terriccio.
Si può annaffiare tutti i momenti ma è meglio quando c’è la luce.

Le piante sul terrazzo invece, si bagnano la mattina presto, mai a mezzogiorno; le piante di appartamento vanno annaffiate con una temperatura superiore ai 12-14 °C, l’acqua deve essere abbondante e bisogna togliere quella che rimane nei sottovasi.

La migliore acqua è quella piovana ma si usa quella del rubinetto che ha una temperatura troppo fredda e molto cloro, quindi si può conservare in un annaffiatoio per 12-24 ore prima di usarla per la temperatura e per smaltire una parte di cloro.

Un’ altro problema dell’acqua di rubinetto è la presenza di sali di calcio che si può eliminare con un filtro o un prodotto specifico.

Anche l’umidità atmosferica è rilevante per una buona riuscita della coltivazione delle piante. Le nostre case in genere hanno un’aria piuttosto secca, per questo motivo le piante assorbono più acqua e sviluppano meno, alcune piante cacciano foglie piccole, dure e spesse.

Quindi necessita più umidità che si può dare con i seguenti sistemi: mettere un rialzo di legno nel sottovaso, passare il vaso sopra e mettere l’acqua fino al supporto così essa evapora e non crea problemi; mettere il vaso in un contenitore più largo e aggiungere nello spazio torba umida, spruzzare con regolarità l’acqua sulle foglie e sui fiori; mettere le piante in un contenitore colmo di ghiaia umida.

 

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Come dare un tocco particolare e piacevole alla casa?

Le piante e i fiori sono certamente di primaria importanza per rendere la casa “viva” e accogliente; è necessario scegliere tipologie di piante che siano in

grado di adattarsi all’ambiente in cui vivere per mantenerle sempre floride e verdi.

Con le piante si possono creare eleganti composizioni per rallegrare spazi colorati o eleganti; è importante posizionarle in modo tale da poterle curare

facilmente, possibilmente lontane da fonti di calore diretto e correnti d’aria. Importante sapere che persino i raggi del sole che passano attraverso i vetri

delle finestre possono danneggiare e bruciare le foglie.
Come dispore le piante nell’appartamento

Bisogna disporre le piante in base all’adattabilità del luogo in cui si vuole inserirle; ad esempio si possono sistemare in bagno le felci in quanto hanno

bisogno di un ambiente umido e caldo, e lo stesso discorso vale in cucina, mentre sulle scale, sempre povere di luce, è bene sistemare una Fatsia o alcune

varietà di Ficus. Durante l’inverno bisogna sempre tener conto dei termosifoni che rendono secco l’ambiente creando problemi alle piante danneggiandole,

specie a quelle di origine tropicale. Altro scompenso è legato allo spegnimento dei termosifoni durante la notte, poiché l’abbassamento tempestivo della

temperatura rallenta lo sviluppo vegetativo delle piante.

Quindi è importante concentrare le piante lontane da porte e finestre, o se ciò sia impossibile, fornire queste ultime di tendaggi pesanti o doppivetri.

I locali illuminati sono i migliori per non arrecare danni alle piante, ma un’esposizione eccessiva e diretta ai raggi solari può indurre le piante a subire

ustioni.

Oltre a tali consigli su come disporle, occorre prendere in considerazione la grandezza della pianta stessa, perché è èvidente che una grande non dovrebbe

mai essere collocata in una stanza piccola, piuttosto come elemento d’arredo in un angolo del salone. Attenzione però alla grandezza e alla forma della

stanza, perché molto spesso la pianta può impedire alla luce di penetrare. Se si desidera un effetto estetico idilliaco, si possono riunire le piante in un

grande contenitore per agevolare anche operazioni, come l’annaffiatura. Molto piacevoli sono persino i cestini pensili da appendere sui soffitti purché non

siano luoghi difficili da raggiungere.

Deciso dove posizionare le piante dobbiamo decidere lo stile del vaso

Il design del vaso, l’altezza, la larghezza, il portamento, lo stile, i materiali di finitura e il colore possono slanciare e arricchire l’immagine della

pianta, portandola quindi all’altezza ideale per potersela ammirare e comporre in quel modo la parete o l’angolo della stanza.